Leggendo
una recensione il caso tiranno mi ha fatto imbattere in una frase: “i
drughi di Caligari”, il regista del film recensito, “sono
intellettualmente meno ambiziosi”. La citazione di Arancia
meccanica offre un ottimo spunto di riflessione: questo
film non è ancora genuinamente compreso (neanche da chi di cinema
dovrebbe masticarne).
I drughi non sono altro
che ragazzi di estrazione proletaria della periferia degradata
londinese non intellettuali, esteti, bohemien o quant’altro; è la
caratterizzazione del protagonista (rispondente poi ad altre
esigenze) e in generale la prorompente genialità del film che ha
finito per caratterizzare i personaggi, da una parte svuotando e
fraintendendo il film, dall’altra consacrandolo.
E’ proprio questo il
punto debole/forte del film: lo spettatore inesperto è talmente
colpito dall’immaginario distopico di Kubrick da crederlo non un
mezzo per riferirsi direttamente alla società a lui contemporanea
(che poi potremmo dire per molti versi aderente a quella attuale), ma
al contrario un modo per creare un sorprendente mondo a parte.
Un esempio pratico sarà
più piacevole e comprensibile di una spiegazione teorica (devo dire
piuttosto farraginosa). Vediamo di togliere un po’ di (im)meritata
magia a questo capolavoro.
Dove si ritrovano i
drughi? Adesso e qui dove sono io, direi in una discoteca o discopub;
la loro droga propedeutica all’ultraviolenza? Cocaina senza dubbio
(anche se qualcuno potrebbe aggiungere MDMA alias ecstasy e simili
trastulli da discoteca); i loro interessi? Calcio per primo e poi a seguire altri che
lascio elencare a chi ha capito il gioco. Di esempi ce ne sono ancora
ma credo che questi bastino per una chiacchierata senza pretese.
In ultimo non vorrei
sembrare superficiale agli occhi di chi si indigna perché tralascio
il fatto che il film abbia anche il carattere di storia mitica, senza
tempo; è vero, lo ammetto, ma di questo se ne potrà discutere in
seguito. Tutto quello che voglio dire a costoro è che non metto in
dubbio questo: un’opera può essere esistenziale e politica, i due
piani di lettura non si contraddicono, voglio ora far notare che
quello politico viene da molti spettatori non recepito; per quanto
riguarda l’altro aspetto ho gli stessi dubbi.
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